I sondaggi decidono le elezioni? - Marat n. 14

Candidati e giornali criticano gli istituti di analisi, accusandoli di fabbricare fenomeni politici e influenzare la campagna elettorale. In realtà coprono un vuoto: ci sono poche idee e poche novità

«Chiedo scusa ma questa cifra è un “bidone”. Zemmour al 17%? Non vuol dire nulla, non ha un valore reale», Raphaëlle Bacqué, esperta editorialista del Monde, invitata in un talk show di France 5, dà voce a un’idea ricorrente in ogni elezione: i sondaggi, che fotografano una realtà virtuale, influenzano troppo il mondo politico e mediatico reale, costretto a commentarli e analizzarli come se fossero il solo dato rilevante della campagna elettorale che sta per cominciare.

In studio, Roland Cayrol, politologo e sondaggista altrettanto esperto, le risponde duramente: «Non posso lasciar dire una cosa così mostruosa. I sondaggi funzionano in modo preciso: si interrogano un gruppo di persone rappresentative del corpo elettorale in funzione di una tecnica scientifica, si domanda a queste persone se vogliono prestarsi a una simulazione di voto, e si raccoglie la loro preferenza. Su cento ce ne sono tredici, quattordici, quindici, diciassette che rispondono Zemmour. E sono delle cifre che non vo…

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