Zemmour, maneggiare con cura - Marat n. 15

Mentre il candidato-non-candidato continua a guadagnare consensi nei sondaggi, i media si interrogano su come coprire la sua campagna: ne parliamo troppo?

A guardare i talk show, leggere i giornali, ascoltare le radio, la Francia sembra trasformata nella Siviglia di Gioacchino Rossini. 

Pronto a far tutto,
la notte e il giorno
sempre d'intorno in giro sta.
[…]
Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono,
Donne, ragazzi, vecchi, fanciulle:
Qua la parrucca… Presto la barba…
Qua la sanguigna… Presto il biglietto…

Non è Figaro, il barbiere, che tutti vogliono, che tutti chiedono, ma Éric Zemmour, candidato-non-candidato alle presidenziali, oggetto nuovo eppure vecchissimo, capace di monopolizzare il dibattito pubblico parigino al punto da far interrogare i giornalisti: non staremmo forse esagerando? 

La domanda è diventata talmente rilevante da generare a sua volta degli articoli per raccontare cosa sta accadendo all’interno delle redazioni e da spingere alcuni giornalisti a far circolare un appello, che ho potuto leggere in anteprima e che sarà probabilmente pubblicato nei prossimi giorni, in cui si «allertano le direzioni dei nostri media sul trattamento…

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